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domenica 7 settembre 2014

Well done, Bill, well done!!!

Abbiamo un argomento in sospeso, ricordate?
L'ultima volta abbiamo cominciato ad analizzare una canzone con un testo "bizzarro": Helen Wheels.
Riprendiamo da lì?

Helen Wheels [1973].
"Ho detto addio al mio ultimo albergo, non è mai stato un tipo di dimora troppo gentile. La città di Glasgow non mi ha piegato quando stavo partendo sulla strada".

Abbiamo già visto che questo primo inciso ci potrebbe indicare il luogo di partenza di Bill: una prigione di Glasgow, un luogo decisamente poco ospitale a cui lui dice addio e che, nella partenza, "non lo ha piegato".

"La città di Carlisle non è mai sembrata così bella e l'autostrada di Kendall così veloce. Rallenta autista, voglio rimanere vivo, voglio fare quest'ultimo viaggio. Helen, l'inferno sulle ruote, nessun altro sa in che modo ci si sente".

La città di Carlisle non gli è mai sembrata così bella. Carlisle è al confine tra Scozia e Inghilterra; quando ci arriva, Bill è fuori dalla giurisdizione scozzese e perciò ha meno probabilità di essere catturato. L'autostrada di Kendall non è mai stata così veloce e Bill chiede all'autista di rallentare la sua corsa perché teme per la sua vita.

"M6 sud, giù verso Liverpool, dove loro suonano la musica della West Coast, il marinaio Sam veniva da Birmingham, ma lui non sarà mai trovato".

E qui la cosa si fa piuttosto interessante. La M6 sud è l'autostrada che porta verso Liverpool. A cosa si potrebbe riferire McCartney quando dice che percorre questa autostrada verso Liverpool, dove LORO suonano la musica della West Coast? Loro sarebbero i Beatles? Perché li raggiunge da Glasgow? E soprattutto, se sta ricordando qualcosa del passato, perché non era con loro?

E' tutto chiaro se invece parla Bill: sta venendo via da Glasgow perché evade dalla prigione, procede sull'autostrada M6. Un'altra persona sta guidando l'auto e la velocità gli fa paura. Passa il confine ed è contento. Sa che sta andando a Liverpool, dai Beatles, che suonano la musica della West Coast. 

Ora. Chi si ricorda dove abbiamo conosciuto il marinaio Sam?
Si, proprio QUI: in Band On The Run, dove, insieme al secondino, cercava la banda in fuga. Qua Bill ci dice che il marinaio Sam veniva da Birmingham ma non sarà mai trovato. Ecco questa frase mi porta a nutrire qualche preoccupazione per la salute del marinaio Sam.

"Mi sento bene quando un cartello di Londra mi saluta come un amico perso da tanto".

Alla fine Bill è sollevato alla vista del cartello di Londra, che lo saluta come un vecchio amico. Se stava scappando, per raggiungere i Beatles in un posto dove sarebbe rimasto protetto e nascosto, alla vista di Londra si sarà sentito al sicuro. A questo punto possiamo aggiungere Londra tra i possibili luoghi in cui Bill può aver passato la sua vita pre-Beatles.

Beh??!! Che ne dite di questa insospettabile canzone? Secondo me, racconta davvero qualcosa di interessante. Vi lascio con un input: anche questa canzone è del 1973, come Band On The Run, Nineteen Hundred and Eighty-Five e altre canzoni, che non abbiamo ancora visto. Tutte degli stessi anni. I Beatles si sono sciolti nel 1970 e vedremo che non sono certo rimasti in buoni rapporti con Bill. Tranne Paul, che, per continuare a cantare, ha bisogno di lui. Se Bill ha davvero i problemi giudiziari che abbiamo visto, non potrà certo andarsene per i fatti suoi ma sarà costretto a stare lì, in attesa del 1985.

E allora cosa succede nel 1973? Avanzo un'ipotesi: può darsi che, passato qualche anno, Bill si renda conto che la situazione in cui si trova gli va stretta e cerchi un modo per far capire a tutti come stanno davvero le cose. Così decide di farlo nel modo in cui a suo tempo lo avevano fatto anche i Beatles, cioè raccontando i "fatti suoi" nei testi delle canzoni.

Well done, Bill, well done!!


lunedì 30 giugno 2014

Bill e la banda in fuga

Eccoci di nuovo.. Post ricco oggi!!!

Nella mia solita distrazione ho notato che, qui nel blog, non ho mai pubblicizzato seriamente la pagina Facebook di Seguendo Mr. Apollo. Poteva mancare una pagina ufficiale del libro? Qualcosa che consentisse il confronto flessibile delle idee e lo scambio delle intuizioni sulla sostituzione di Paul McCartney e sugli indizi lasciati dal buon Mr. Apollo? Certo che poteva mancare, ma è stata fatta comunque. E allora, perché non dare un'occhiata anche a quella? Per chi non vi fosse ancora passato, il link è questo. Se vi va di commentare, siete i benvenuti e ovviamente, non dimenticate di lasciare un like sulla pagina!! 

Detto questo, proprio su Facebook, qualche settimana fa, un amico della pagina mi ha segnalato un nuovo video di Band on the Run molto intrigante.

Band on the Run è contenuta nell'omonimo album del 1973 ed è stata presa in considerazione dai teorici della PID solo per una frase: "Beh l'impresario di pompe funebri tirò un sospiro vedendo che nessun altro era venuto". Da qui è stato dedotto il riferimento ad un funerale falso, ovviamente quello di Paul.

Secondo me, c'è tanto altro di interessante e più passa il tempo, più mi sembra che venga aggiunto qualcosa. Non vi secca se approfondiamo un po'? 

"Bloccato in queste quattro mura, spedito dentro per sempre, non ho mai visto nessuna dolce come te, mamma. Se mai uscirò da qui, ho intenzione di donare tutto a un ente di carità, tutto ciò di cui ho bisogno è una pinta al giorno, se mai uscirò da qui.
Beh, la pioggia esplose con un tuono fragoroso e noi cademmo nel sole, e il primo dice al secondo spero che ti stia divertendo là [...] E il secondino e il marinaio Sam stavano cercando tutti, per la banda in fuga".

Negli ultimi post, QUI e QUI, abbiamo analizzato l'ipotesi che Bill avesse un passato non proprio morigerato, perciò anche qui il riferimento alle quattro mura e a una condanna "lunga" non ci stupisce più di tanto. Dice che pur di uscire donerebbe tutto ciò che ha a un ente benefico, giacché ha bisogno solo di una pinta al giorno.
A questo punto lo scenario cambia e la canzone parla di un evasione durante un temporale. Qui troviamo una frase difficile da ignorare: "il primo dice al secondo spero che ti stia divertendo là". Solo a me viene da pensare che il primo è Paul e il secondo è Bill?
Alla fine della strofa facciamo la conoscenza di due personaggi: il secondino e il marinaio Sam. Tenete a mente il secondo, tornerà presto nei nostri discorsi.

"Bene, l'impresario di pompe funebri tirò un grosso sospiro vedendo che nessun altro era venuto, e una campana stava suonando nella piazza del villaggio per i conigli in fuga. Beh, la notte stava cadendo mentre il mondo deserto cominciò a tranquillizzarsi. Nella città ci stavano cercando ovunque, ma non saremo mai trovati. Banda in fuga... E il giudice di contea, che serba rancore, cercherà ancora a lungo la banda in fuga".

Dell'impresario abbiamo già detto: anche secondo me si tratta di una morte inscenata. Ma non penso si tratti di quella di Paul, ma di quella di Bill: tutta l'operazione sarebbe stata molto più semplice se Bill fosse stato considerato morto. Più avanti aggiungeremo altri indizi sulla finta morte ma per ora ci fermiamo a questo.

Ora torniamo al video più recente.


Il tema dell'evasione è chiarissimo. Ottima l'idea delle parole che compongono il paesaggio e gli oggetti. E proprio queste ci offrono qualche spunto: siccome nulla è più ingannevole dell'ovvio, il mio primo istinto è stato verificare se le parole quadravano col contenuto.

- Sulla strada che porta alla prigione, o via dalla prigione, c'è scritto Drive Way: indica una strada privata che connette una casa o un garage con la strada pubblica. La via di fuga? Mah.

- Dopo che si apre il cancello, si solleva il passaggio a livello per lasciar passare gli uccelli. E' una cosa che non ha molto senso perché gli uccelli passerebbero comunque, anche con la barriera abbassata. Che anche l'evasione sia stata "assistita"?

- Quando si vedono i tre omini che scappano, su tutto il corpo c'è scritto Band on the Run, nei piedi c'è scritto Running, e fin qui ci sta. Nelle mani, invece, troviamo 1st, first, primo. E se intendesse first hand, prima mano? Potrebbe significare che la storia arriva direttamente dalla fonte e che quindi viene raccontata un'esperienza vissuta e non una storia inventata.

Io direi che ce n'è abbastanza per avanzare nel nostro puzzle. Aspetto le vostre opinioni o intuizioni sul video di Band on the Run. O sul resto, fate voi.

lunedì 16 giugno 2014

Via dal Dipartimento di Polizia

Beh, bentornati!!!

Che ne dite di andare avanti con l'ultimo argomento trattato? Come, quale??
Ripassino in questo post sul passato di Bill. Che ci crediate o no, io trovo questa parte della storia davvero appassionante. Abbiamo detto che le canzoni di Bill sono colme di riferimenti a prigioni, galeotti, sbarre e via così. Decisamente troppi per considerare il tutto come mera coincidenza.

Oggi vediamo qualche altra canzone. Tranquilli, non tante come nell'altro post, ma c'è qualche riferimento interessante ancora da vedere.

Let's go.

Not Such a Bad Boy [Non un ragazzo così cattivo] è una canzone del 1984 e in questa "McCartney" racconta che rideva dei suoi professori, che loro tenevano le slot machine in piscina, che non lo capivano e non lo capiranno mai. Ma, se potesse, direbbe ancora loro che non è più un ragazzo così cattivo. Afferma poi di aver parlato col suo avvocato (di nuovo??!!), che ha pagato la sua cauzione. Chiede se qualcuno può farlo uscire da quella prigione orribile; sa che il crimine non paga e sarà fuori in un paio di giorni.

Si, decisamente ermetica, ma con qualche riferimento interessante. Il primo è quello alla scuola e agli insegnanti: ne avevamo già parlato QUI. In quell'occasione avevo anche sottolineato un fatto singolare. Bill in questa canzone dice che i suoi professori tenevano le slot machine in piscina e io avevo sottolineato come un fatto simile non potesse verosimilmente essere riferito ai professori della scuola canonica, ma potesse invece riferirsi ai Beatles o chi, in quel periodo, insegnava a Bill come essere Paul. Una conferma in questo senso l'avevo trovata nella biografia di John Lennon scritta da Philip Norman, dove si racconta che Lennon, nella sua tenuta di Weybridge, Surrey, aveva una piscina hollywoodiana e una stanza per le slot machine. Se colleghiamo i concetti espressi in questa canzone ne deduciamo che Bill vorrebbe dire agli altri che non è più un ragazzo così cattivo, con ciò implicando ovviamente che prima lo era.

Altra canzone: I Use to be Bad [Ero cattivo,1997]. Ahia.
Anche qui Bill torna sull'argomento: era cattivo ma ora non lo è più. Dice di essere stato messo su uno scaffale, cioè di essere stato messo da parte e tenuto senza fare nulla. Rivela che ha un carattere dolce e che gli piace divertirsi. Ribadisce anche qui di aver imparato la lezione tanto tempo fa.

Ed ora possiamo aggiungere qualcosa su una delle mie canzoni preferite: She Came in Through The Bathroom Window. Abbiamo più volte detto, a proposito della PID, che era stato dedotto che il sostituto di Paul McCartney fosse un ex poliziotto da una frase di questa canzone: "Così ho lasciato il Dipartimento di Polizia per trovarmi un lavoro fisso". E avevamo spesso commentato come in effetti fare il poliziotto fosse già un lavoro fisso. Ma qui il punto è un altro. Alla luce degli ultimi post, vien fuori una domanda: chi possiamo trovare in un Dipartimento di Polizia? Solo i poliziotti, o anche i criminali? 
A me sembra che dire che ha lasciato il Dipartimento di Polizia e che non è più così cattivo, forse, in buona sostanza, hanno lo stesso significato.

Beh, vi aspetto per il prossimo giro. L'argomento si fa sempre più interessante, ve lo assicuro.

Ma io sono di parte.


domenica 25 maggio 2014

Bill e i suoi precedenti impegni

Beh, vi va se ricominciamo a parlare di Bill?

Apollo C. Vermouth, in uno dei suoi interventi, dice che sono stati fatti molti tentativi per tenere Bill separato dai suoi precedenti impegni e che molto del passato di Bill è stato "imbiancato". Con questo post e con i prossimi, proveremo a capire quali sono questi impegni e che senso si possa attribuire al verbo "imbiancare" nel nostro contesto.

La mia prima ipotesi è che Bill fosse un cantante di strada, un busker. Move Over Busker, oltre ad essere il titolo di una canzone di McCartney del 1986, è anche un incoraggiamento ripetuto varie volte dai personaggi che Bill incontra sulla sua strada, nel brano. Gli dicono che il suo tempo arriverà e alla fine della canzone, lui risponde che il suo tempo è arrivato.

In London Town [1978], invece, ne incontra uno che suona il flauto. In questo caso, Bill trasforma la parola busker in burker, indicando con ciò che il musicista che incontra per le strade di Londra suona malissimo, e la sua musica somiglia al latrato di un cane.

In Man We Was Lonely [Eravamo soli, 1988], nella prima strofa, Bill parla di quando era solo e dice che di solito camminava sulla Fast City Line, cantando canzoni che, pensava, sarebbero rimaste solo sue. la City Line è il tratto di ferrovia accanto alla stazione, un buon posto per un artista di strada e il pensiero che le canzoni sarebbero rimaste solo sue, significa probabilmente che non si aspettava di cantare le sue canzoni per platee più vaste, diciamo così.

E arriviamo al video di When We Was Fab [Quando Eravamo Favolosi, 1988] di George Harrison. George canta appoggiato a un muro, come un artista di strada, mentre intorno a lui succedono un po' di cose strane. E così vediamo Ringo che trasporta un pianoforte e soprattutto troviamo il tricheco con le valigie intorno a sé: guarda il caso, qui il tricheco suona un basso mancino, confermando che il tricheco era Paul. Le valigie ci potrebbero invece indicare che il tricheco/Paul se n'era andato dai Fab Four. Ma quella è un'altra storia.

Per questa storia, di tanto in tanto, dalla tasca di George viene fuori una mano: ad un certo punto, questa mano scrive qualcosa sul muro e viene ammanettata alla chitarra. Poi, la stessa mano esce ancora dalla giacca, questa volta con un bicchiere per chiedere qualche moneta ai passanti; una persona gli getta qualche spicciolo, ma mentre questi fa un altro passo, un'altra mano ancora gli sfila il portafoglio dalla tasca.

Qualche anno fa, per vedere se veniva riconosciuto dai fan, Paul McCartney (ufficialmente) si è camuffato da cantante di strada. Suonava e cantava con una custodia di chitarra aperta davanti a sé per raccogliere le monete che gli gettavano. Potrebbe essere semplicemente una verifica, visto che qualche altro cantante ha avuto la stessa idea, ma potrebbe anche essere l'ennesimo indizio di Bill, per svelare un altro tassello della sua vita.

E con questo, vi do appuntamento per le prossime puntate. Qualora gradiate la compagnia, s'intende...


giovedì 2 gennaio 2014

Lady Madonna e i giorni della settimana

Oggi vi racconto una delle cose più curiose che ho trovato durante la mia ricerca.

Nel forum Nothing Is real, per un periodo, ha scritto un signore che raccontava la storia di un suo amico giornalista, che si era convinto della sostituzione di Paul McCartney, dopo essere stato presente a strani movimenti nel 1967. Dopo una serie di indagini, aveva concluso che il bassista era stato vittima di un incidente stradale in cui aveva riportato danni cerebrali: lo paragonava a Dustin Hoffman in Rain Man, un autistico. Purtroppo la questione, per il giornalista, era diventata un'ossessione, al punto da non riuscire più a distinguere la realtà dalla fantasia. Così, perse la credibilità e nessuno gli diede più retta.

Beh, detta così è un po' labile. Ovviamente, niente di quanto racconta questo forumer è concretamente verificabile perciò dovremo accontentarci di qualche sprazzo che vada ad incastrarsi con gli indizi che abbiamo già in mano.

Ho più volte spiegato che i Beatles usavano dei codici nelle loro canzoni. Ecco, questo giornalista rivela qualcosa di simile, dicendo che i quattro si erano attribuiti i giorni della settimana come soprannomi. Ancora una volta può sembrare banale e senza implicazioni, ma se andiamo a controllare più attentamente, ci sono alcune canzoni in cui i giorni della settimana sono utilizzati vagamente a sproposito. Valutiamo.

La prima canzone da considerare è Lady Madonna. Per capire quale potrebbe essere il suo significato, vi rimando ad alcuni post scritti qualche mese fa, tanto per fare un ripasso delle puntate precedenti. QUIQUIQUIQUI e QUI potete trovare un interessante approfondimento, se vi va.

Lady Madonna [1968].
A Lady Madonna si fa una colpa di trascurare i bambini "ai suoi piedi", di non preoccuparsi di come sbarcare il lunario, di lasciare che qualcun altro procuri i soldi per l'affitto e di restare a letto ad ascoltare la musica che suona nella sua testa. Nei post citati, abbiamo già detto che non si ha l'impressione che si parli di una persona pigra, ma piuttosto di una persona depressa.

Quello che però ci interessa ora di questa canzone è il riferimento ai giorni della settimana:
"Venerdì notte arriva senza una valigia, Domenica mattina striscia come una suora, il figlio di Martedì  ha imparato a legarsi i lacci delle scarpe". "Martedì pomeriggio non finisce mai, Mercoledì mattina i giornali non sono arrivati, Giovedì sera le tue calze avevano bisogno di un rammendo".

Proviamo ad attribuire i soprannomi?

Domenica striscia come una suora. Paul scrisse I'll Follow The Sun. Da sun a Sunday il passo è breve. Ad un certo punto sceglie lo pseudonimo Apollo C. Vermouth, richiamando il Dio del Sole. Per spiegare che Bill segue Paul, nella sua ode, Mr. Apollo (Neil Aspinall) dice che "un figlio di Madre Natura segue il Sole". Ci sono diversi altri collegamenti tra Paul e il sole, ma qui direi che bastano questi.
Quindi, se il sole identifica Paul, direi che nel nostro contesto è proprio la Domenica, che va in giro lenta come una suora, magari per i problemi di cui abbiamo già parlato.

Lunedì probabilmente sarà John, un po' perché è il più vicino alla Domenica e un po' perché il figlio di Lunedì ha imparato a legarsi le scarpe e Julian, nel 1968, ha cinque anni, l'età giusta per imparare a legarsi i lacci delle scarpe.

Martedì non finisce mai. La cosa non ha grande importanza, a mio parere, ma direi che Martedì è Ringo e lo stabiliamo per esclusione. Sul retro della copertina di Sgt. Pepper, George indica con la mano il verso di She is Leaving Home e precisamente quello in cui compare il Mercoledì, perciò direi che Mercoledì è George. E mercoledì i giornali non sono arrivati, forse a significare che, del malessere di Paul e della sostituzione, non ne è stata resa pubblica la notizia.

E Bill? Secondo me Bill è il Venerdì, che arriva di notte, cioè di nascosto, ed è senza valigie perché deve sostituire Paul e dei suoi "abiti" non ha più bisogno. 

Giovedì sera le calze di Lady Madonna avevano bisogno di un rammendo. Forse, con questo riferimento, si intende il motivo per cui tutto è stato fatto: consentire a Paul di aggiustare qualcosa. Resta da capire chi si occupa di rammendare la situazione. Da qui direi che Giovedì potrebbe essere George Martin o forse Brian Epstein.

Anche il prossimo post sarà dedicato ai giorni della settimana secondo i Beatles. Indovinate voi: di che canzone parleremo?

Vi aspetto in zona.

lunedì 2 dicembre 2013

Storie di esami del sangue e figli nascosti

C'è una parte molto interessante in questa storia che riguarda una figlia rifiutata e un ostinato processo per il suo riconoscimento. Spieghiamo meglio partendo dall'inizio.

Agli inizi degli anni Sessanta, nei periodi in cui si esibiva ad Amburgo, Paul McCartney aveva una "love story" con una ragazza tedesca di nome Erika Hübers. I due ragazzi sono molto giovani e la loro storia finisce nel 1962, quando Erika rimane incinta. Paul non prende bene la notizia e le chiede di abortire, un po' per via della giovane età, ma soprattutto perché un avvenimento simile rovinerebbe la sua carriera appena iniziata.

Tuttavia, Erika decide di tenere la bambina, che chiamerà Bettina, mentre Paul è determinato a non riconoscerla. A questo punto, la ragazza avvia una causa di riconoscimento della paternità, che però si interrompe nel 1966, con un accordo col quale Paul s'impegna a versare una somma di denaro, una tantum, per il mantenimento della piccola Bettina.

Qui la conclusione potrebbe essere scontata: aver pagato una certa somma per una bimba che non vuole riconoscere sembra un riconoscimento implicito che quella figlia è sua. Ma non è così semplice. La legge tedesca avrebbe impedito a Paul di esibirsi in Germania finché non si fosse risolto il procedimento a suo carico, aperto al Tribunale minorile. Così, il suo avvocato, per chiudere la questione in modo sbrigativo, si accorda per versare una somma di 30000 marchi e liquidare l'intera questione.

Ma la storia non finisce certo così. Nel 1980, Bettina, scoperto qualche anno prima dei suoi "nobili natali", decide di intentare causa per ottenere finalmente ciò che le spetta. Sulle prime, Paul non si reca in Germania per evitare di sottoporsi agli esami del sangue, ma nel 1983 non può più evitarli. Infatti i giudici decidono di inviare a Londra un medico tedesco che lo sottoponga a un prelievo del sangue.

E qui la questione si fa davvero interessante.

Si, perché ai prelievi viene allegato il modulo compilato e firmato da McCartney all'atto degli esami, con una foto, due firme e un'impronta digitale.

Veniamo al sodo. Quali sono i risultati?
Gli esami dicono che Paul McCartney NON è il padre biologico di Bettina Hübers.

Però. Però c'è qualcosa di strano: ci sono delle differenze con degli esami del sangue fatti tempo prima e, soprattutto ci sono le fotografie scattate il giorno dei prelievi e la firma apposta da Paul sul modulo. Erika e Bettina decidono solo dopo qualche anno di sottoporre tutto questo a un perito per continuare la causa di paternità. E indovinate cosa ne viene fuori?

1. Il gruppo sanguigno. Quello risultante dalle analisi del 1983 sarebbe A1, mentre a McCartney sarebbe sempre stato attribuito il gruppo sanguigno B.

2. La firma. Dalla perizia calligrafica risulta che ci sono differenze sostanziali tra le firme autografe di Paul McCartney pre '66 e la firma sul modulo dei prelievi, e che qui la firma sembra apposta da un destrorso che si sforza di scrivere da mancino. Suona familiare?

3. La fotografia. Sulla fotografia è stata condotta anche una perizia biometrica, che la pone a confronto con un'immagine di McCartney della metà degli anni Ottanta. La vediamo?


Che ne pensate? A me sembra di poter riconoscere tutte le differenze che ho esposto mille e una volta: in alto vediamo un McCartney (io direi Bill) con la testa, il viso, il naso e il mento più lunghi e le sopracciglia arrotondate. Ingrandendo l'immagine poi, troviamo anche la cicatrice sul sopracciglio sinistro. Il McCartney in basso, io direi quello originale, ha invece la testa e il viso più tondo, la fossetta sul mento, le sopracciglia angolate e manca la cicatrice sul sopracciglio sinistro. Queste sono le mie deduzioni. Ovviamente la perizia ufficiale si è espressa in altri termini (ovviamente più degni di fede) ma, in definitiva, ha sottolineato come le discrepanze tra le due foto siano tali da rendere plausibile il sospetto che non si tratti della stessa persona.

A questo proposito, mi e stato fatto notare come questa sia stata la prima perizia biometrica ufficiale su Paul McCartney, passata sicuramente in sordina rispetto alla perizia effettuata dai due professionisti italiani Francesco Gavazzeni e Gabriella Carlesi, di cui parleremo più diffusamente in futuro. 

Cosa è rimasto da raccontare... vediamo.

Beh, si. Vi starete chiedendo come è andata a finire per Bettina Hübers? Non siete curiosi?
Nel 2007, al termine di queste ricerche, Erika e Bettina intentano ancora causa per falso in atto pubblico, sostenendo che McCartney si era servito di un sosia per effettuare i prelievi e il resto. La Procura di Berlino, il 26 Maggio 2007, ha dichiarato il caso prescritto, in quanto il reato di falso in atto pubblico, per la legge tedesca, decade in cinque anni.

NOOOO!!!! PRESCRITTO???!!! ANCHE QUESTO???!!! MA E' UNA PERSECUZIONE!!!


Nota.  Il libro da cui ho appreso i particolari di questa storia si intitola Il Codice McCartney, di Fabio Andriola e Alessandra Gigante (edito da Rizzoli nel 2011).

venerdì 8 novembre 2013

La cicatrice ignorata

Negli ultimi post abbiamo divagato un po' sul nuovo disco di Paul McCartney: ne è valsa la pena e non escludo di tornarci sopra in futuro, ma per ora direi che va bene così... Torniamo alla nostra storia?

Oggi volevo puntare l'attenzione su un elemento che è sempre stato sottovalutato. No, in realtà è sempre stato sonoramente ignorato. E non so perché, vista l'evidenza. Dai ditelo, siete sulle spine?

Ok, vi do un indizio: si tratta di una cicatrice sul viso di Paul McCartney. 

L'unica cicatrice di Paul registrata dalle cronache, si trova sul labbro superiore ed è la conseguenza di un incidente in moto avvenuto il 26 dicembre del 1965. E' un incidente importante perché è servito ad aggiungere mistero alla leggenda PID. Ad ogni buon conto, oggi ci interessa solo sapere quali sono state le ferite riportate da Paul in quell'incidente.
Quella sera, Paul stava andando da Liverpool a Wirral, a trovare sua cugina, insieme al suo amico Tara Browne, in moto. All'improvviso, perde l'equilibrio e finisce con la faccia sul'asfalto. Nell'impatto si spezza un incisivo che va a tagliare il labbro. Annotiamo: dente spezzato e labbro ferito. Il dente spezzato lo vediamo nei video di Rain e di Paperback Writer. La cicatrice sul labbro la possiamo vedere ancora oggi.
Dall'immagine accanto possiamo registrare anche un'altra ferita appena sopra l'arcata sopraccigliare. Attenzione a questa ferita: si posiziona esattamente sopra il sopracciglio e non sembra recare alcun "taglio".

Ricordiamo che le cronache, riguardo a quell'incidente, non registrano altro danno se non quello al dente e al labbro. Eppure ci sono fotografie in cui "McCartney" ha una cicatrice sullo stesso sopracciglio, ma decisamente più evidente.  Ne vediamo qualcuna?


La cicatrice che vediamo in queste quattro foto, è decisamente incompatibile con la ferita che abbiamo visto nella foto in alto. In questo caso, si tratta di una cicatrice da "taglio" che inizia sopra il sopracciglio e lo attraversa formando un arco che, come vediamo dal frame di With a Little Luck, arriva fin sotto l'occhio. Non è sicuramente conseguenza di un'operazione di chirurgia plastica, più semplicemente direi che questa, Bill, se l'è portata da casa. Per sgomberare il campo dai dubbi, punterei poi, l'attenzione anche su qualcos'altro: che in tutte le foto si tratti di Bill, lo possiamo capire anche dal colore degli occhi nella terza e quarta foto, dalle sopracciglia arrotondate e il naso pronunciato, in tutte e quattro le immagini, dallo spazio tra gli incisivi nella terza fotografia.

Non so se su di voi farà lo stesso effetto, ma questa cicatrice, per me, è diventata il primo elemento che cerco per distinguere Paul McCartney da Willie Campbell. Che ne dite?


domenica 29 settembre 2013

Di nuovo in...piedi

Bentrovati per una nuova puntata!!!

Dal titolo del post, qualcuno potrebbe pensare che oggi parlerò di Back on my Feet, la splendida canzone scritta da Paul McCartney e Elvis Costello e inclusa nell'album Flowers in the Dirt
E invece no. Anche se... varrebbe la pena controllare qualcosa anche lì. 

Parlerò, invece... di piedi. 

Dei piedi di Paul McCartney, avevamo già parlato qui, a proposito della PID e avevo concluso che, in effetti, i piedi di Paul, a un certo punto, cambiano decisamente forma. 


Questi erano gli ingrandimenti di due immagini, una pre '66 e una post '66, giusto per ricordare. E nel post avevo assunto che quelli a sinistra fossero i piedi di Paul, dritti e proporzionati, e quelli a destra fossero i piedi di Bill, piuttosto storti e sgraziati.

Nel 1968, venne realizzata una sessione fotografica in cui si vede Paul McCartney alle prese con una catena, contro un muro, nei pressi di un porto. Tra le varie immagini, ve ne sottopongo due in cui "Paul" sembra avere dei piedi davvero strani. 


Allora, analizziamo con calma. I mattoni alle spalle sono delle stesse dimensioni. La catena è nella stessa posizione in entrambe le foto. Paul poggia il piede destro pressoché sullo stesso punto in entrambe le immagini. 
Eppure c'è qualcosa che non quadra. 
A occhio, mi sembra che i toraci abbiano dimensioni diverse, tenendo in considerazione che, quello sulla sinistra (Paul?) potrebbe essere più attaccato al muro e quello sulla destra (Bill?) sembra più spostato in avanti. Tuttavia, anche così, a me la cosa sembra strana: il collo è molto più largo nella foto a destra, forse più di quanto non dovrebbe esserlo, considerando il movimento in avanti.

Ma il particolare che salta agli occhi con più facilità, direi, è proprio quello dei piedi: quelli nella foto a sinistra sono dritti e proporzionati, quelli ritratti a destra fanno quasi impressione. Può un piede, spostandosi appena da una posizione a un altra, cambiare in questo modo? Non so.

Tuttavia, se confrontiamo questi due piedi con quelli che ho riportato sopra, a me sembrano ancora molto simili a coppie, quelli a sinistra normali, e quelli a destra, sgraziati.

Non è che tra voi c'è un podologo? Perché farebbe davvero comodo, in questo caso... 
In mancanza, ci teniamo le nostre considerazioni da profani e, podologi e non, vi aspetto per la prossima puntata.

lunedì 23 settembre 2013

La scuola secondo Willie Campbell

Eccoci qui.

Con gli ultimi post, sul ricorrente richiamo al sosia nei vari lavori di Paul McCartney, possiamo dire di aver concluso il bordo del puzzle. Certo, sugli stessi argomenti approfondiremo ma, per ora, cominciamo ad aggiungere qualche tessera "senza il bordo liscio".

Nella mia ricerca, ho passato in rassegna i testi delle canzoni dei Beatles, soprattutto degli ultimi anni di carriera, e quelli di Paul McCartney, dal 1970 ai giorni nostri.

Raffinato masochismo? Può darsi.
Sono partita dalla PID e, nei libri che ho letto, le canzoni non erano considerate tantissimo. O meglio, più che altro, venivano considerati solo frammenti di singole canzoni. Ad esempio, di A Day in the Life veniva preso in considerazione solo il pezzo relativo all'uomo che aveva fatto fortuna e che si era fatto saltare le cervella in un'auto, non notando che il semaforo aveva cambiato colore.

In un primo tempo, ho dato per acquisito il fatto che giusto quelle poche righe fossero interessanti dell'intera canzone. E così per gli altri testi. Finché non ho trovato qualche riferimento in proposito. Nella biografia di John Lennon, scritta da Philip Norman, si racconta come, ad un certo punto, Lennon abbia cominciato a scrivere le canzoni sulla base di ciò che viveva, lasciando perdere i cliché delle canzonette d'amore. Lo stesso Lennon, quando gli chiesero cosa significasse Come Together, disse che la canzone parlava di loro quattro. Ora, io non dico che tutte le canzoni parlino della storia della sostituzione di Paul McCartney, ma ritengo che in certi dischi, ciò sia avvenuto, e di proposito.

Ancora. Apollo afferma che Bill ha avuto, non solo la possibilità di dimostrare di essere in grado di sostituire perfettamente un cantante mancante, ma anche di "mostrare ciò che succedeva dietro le tende". Nella mia interpretazione, ciò significherebbe che Bill ha usato il suo modo di comunicare, le canzoni, per dire cosa stava succedendo.

Ovviamente, a quel punto ho preso in mano le canzoni in ordine cronologico e ho cominciato a tradurle. Calmi calmi, non ho intenzione di ammazzarvi di noia con esegesi e versioni in prosa di testi di canzoni. Ma sono sicura che qualcosa di interessante riusciamo a tirarlo fuori.

Come dice il titolo di questo post, la prima incursione riguarda Bill e la scuola. Vi fa riferimento in diverse canzoni.

Il primo, lo troviamo in Getting Better (1967): qui si lamenta del fatto che nella sua scuola diventa matto, i suoi insegnanti perdono la calma con lui, lo opprimono, lo rigirano e lo soffocano con le loro regole.

In Not Such a Bad Boy (1984) dice: "Ridevo dei professori che insegnavano alla mia scuola, loro tenevano una slot machine in piscina. Non mi capiscono e non mi capiranno mai, e se fossi là direi ancora loro: non sono un ragazzo così cattivo, non più..."

In "Feet in the Clouds" (2007), torna ancora sullo stesso concetto: "I miei insegnanti dicevano che avevo la testa tra le nuvole. Loro dirigevano, sospetto, disconnessi, ho fatto a modo mio".

In tutte e tre le canzoni parla dei suoi professori non proprio in termini idilliaci. Ricordiamo, per le cronache, che Paul McCartney era un buon elemento a scuola, sebbene negli ultimi anni sia stato distratto dalla musica.

Questi riferimenti hanno senso se, invece, sono scritti da Bill, specie se consideriamo che, entrato nei Beatles, ha dovuto imparare parecchio e in fretta, proprio come in una scuola. Certo non si trovava benissimo e ha fatto un po' a modo suo, ma direi che i risultati sono stati eccelsi.

Una frase, in particolare, mi ha incuriosito, quella in cui dice che i suoi insegnanti avevano le slot machine in piscina. Non so quali siano le retribuzioni medie degli insegnanti inglesi, ma mi sembra difficile che possano permettersi un simile lusso. Invece i Beatles potevano, ho pensato.
Di recente, poi, mi è ricapitato tra le mani il libro John Lennon di Philip Norman. Descrivendo Kenwood, la tenuta che Lennon acquistò nel 1964 nei pressi di Weybridge, nel Surrey, Norman afferma che la casa era dotata di un'imponente piscina hollywoodiana e di una stanza con le slot machine. Un caso?

Vi aspetto in zona per la prossima puntata...

mercoledì 4 settembre 2013

Vedo doppio!!!

"Certa gente è cieca da un occhio e sorda dall'altro".
Apollo C. Vermouth

Adoro il senso dell'umorismo di Mr. Apollo. Certo lui si riferiva, probabilmente, a chi non gli dava troppa retta nel forum in cui ha postato i suoi indizi, ma ancora di più, se ci pensiamo, a chi, per più di quarant'anni non si è fatto alcuna domanda sui cambiamenti di Paul McCartney, nell'aspetto fisico e nella voce. Ricordiamo, infatti, che gli esperti che si sono pronunciati, tendono a porre più di un sospetto riguardo al fatto che noi, in tutti questi anni, abbiamo visto sempre lo stesso McCartney, oppure no.

Che ne dite allora di infilarci un paio di occhiali e cominciare a dare un'occhiata più approfondita a certe immagini? Che, per fortuna, questa volta non potranno essere contestate. Sembra niente. 

Questa è la copertina di McCartney II, pubblicato nel 1980. Qui la stranezza è che c'è un solo Paul che, però, produce una doppia ombra dietro di lui.

Abbiamo poi la copertina di un bootleg intitolato "B" Sides Himself, del 1997. L'immagine non ha bisogno di grandi spiegazioni: semplicemente, ci sono due McCartney, vestiti in modo discutibile peraltro. Ok, non è quello il punto, lo so, ma andava detto per completezza.






Questo è invece il singolo Ever Present Past/House of  Wax, del 2007. E indovinate un po'? Ancora due McCartney. Attenzione: io non sto dicendo che uno dei due è Paul e l'altro è Bill, ma solo che ci sono diverse occasioni in cui sull'idea del doppio si è giocato parecchio. 

Su Ever Present Past prendete un appunto mentale, perché a breve ci torneremo e ne parleremo più approfonditamente.



E io qui inserirei anche la copertina di Twin Freaks, del 2005. Alzi la mano chi pensa che sia davvero inquietante questa copertina? Va bene, sto divagando ancora.

Twin Freaks è interessante per via delle due maschere, ma anche per il riferimento ai gemelli nel titolo. 

Andrebbero analizzate meglio anche le due figure sotto le maschere... Mah...


Possiamo quindi dedurre che l'idea del doppio è ricorrente nella produzione del McCartney post Beatles. Per chi non crede alle coincidenze, io direi che c'è abbastanza materiale per credere che il riferimento non sia casuale. E se il messaggio fosse semplicemente che ci sono due McCartney sulla scena? 

Vi aspetto in zona per qualche altra "coincidenza" a breve...


mercoledì 28 agosto 2013

Ma che dici??!!

Eccoci di nuovo.

Da qualche giorno sto rileggendo il libro di Miles "I Beatles attraverso le loro parole". E' la terza volta che lo prendo in mano perché secondo me contiene alcune perle piuttosto importanti per la nostra storia. Incappando in una di queste, ho deciso di scrivere un post su alcune affermazioni inverosimili fatte in diverse occasioni da Paul McCartney. Talmente inverosimili da rendere impossibile credere che le abbia dette davvero lui.

Avevo già affrontato l'argomento delle dichiarazioni dubbie di Bill: ne abbiamo parlato in questo post, avanzando l'ipotesi che, in effetti, in molti casi, soprattutto negli ultimi anni, certe gaffes non siano casuali, ma siano dei tentativi di richiamare l'attenzione e instillare qualche dubbio in chi lo ascolta.

La prima affermazione di cui intendo parlare, invece, non credo sia stata volontaria. Risale al 1969, quando i Beatles si stavano sciogliendo. Miles riferisce del litigio tra Paul McCartney e John Lennon alla riunione, tenutasi alla Apple, alla quale seguì la rottura.

Paul racconta che aveva preso atto della crisi nel gruppo: Ringo Starr aveva lasciato i Beatles durante la preparazione del White Album perché non si divertiva più a suonare con gli altri. George Harrison li aveva lasciati durante la registrazione di Abbey Road, perché non aveva abbastanza potere decisionale nei loro dischi. Entrambi furono convinti a rientrare nel gruppo, ma i malumori non erano finiti. Così -racconta Paul- a lui era venuta un'idea: tornare a fare musica dal vivo. Non per le folle, ma per platee limitate e selezionate, 100 persone al massimo alla volta. Dice:

"Così, un giorno, durante una riunione, parlai agli altri della mia idea e gli chiesi cosa ne pensavano. John disse: -Credo che tu sia pazzo.- Dissi: -Che cosa vuoi dire?- Voglio dire lui è John Lennon e sono un po' spaventato da tutte quelle battute pungenti che si sentono in giro su di lui."

Ma che dici??!! Tu sei Paul McCartney e conosci John Lennon da quando avevi quindici anni!!!! E hai paura per quello che hai sentito dire dalla gente su di lui??!! A meno che..
A meno che tu non sei Paul McCartney, non hai confidenza con Lennon, anzi hai qualcosa che somiglia alla paura e al timore reverenziale e lui ti ha appena trattato a pesci in faccia. Che dite, quadra?

Altro episodio. Ho letto questa dichiarazione sul Web, ma mi sembra che sia una battuta che McCartney ha detto in più di un'occasione. Il buon "Paul" afferma di aver scoperto di essere mancino quando ha imparato a suonare la chitarra. 

E grazie. E quando hai imparato a mangiare, a scrivere, a soffiarti il naso, per dire, non hai mai notato di farlo con la mano sbagliata? Per capirlo sei dovuto arrivare a quattordici anni, quando hai notato che le corde della chitarra ti risultavano capovolte? Teniamo poi in considerazione che, a quei tempi, i mancini non erano certo ben considerati e la sinistra era considerata la "mano del diavolo". Tant'è che generalmente costringevano i bambini a usare esclusivamente la mano destra.

E' un altro conto se invece questa frase l'ha detta Bill. Lui ha dovuto imparare a suonare la chitarra da mancino, come Paul, ma prima di allora era destrorso o al più ambidestro. La sua, sarebbe quindi una battuta ironica: "Mi sono accorto di essere mancino quando ho imparato a suonare la chitarra". Chapeau.

Altri due pezzetti di puzzle anche oggi. State in zona per i prossimi...

venerdì 23 agosto 2013

Due McCartney al Sgt. Pepper's Party

Come ho  più volte raccontato, durante la ricerca che ha preceduto "Seguendo Mr. Apollo" ci sono stati dei momenti di svolta, diciamo così. Uno, il più importante, è stato certamente quello in cui ho trovato i post di Apollo C. Vermouth nei forum sulla PID. L'ultimo, in ordine di tempo, è stata l'intuizione sul significato della copertina di Abbey Road, mentre rientravo da Londra, dove ero stata in devoto pellegrinaggio nei luoghi dei Beatles. Su questo torneremo in futuro, giuro.

Un'altro momento particolarmente illuminante è stato quello di cui ho parlato nell'ultimo post: i due McCartney alla festa di presentazione del disco Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Ne vediamo qualche altra immagine?


Qui i quattro posano simpaticamente sulla porta di casa di Brian Epstein, ma anche qui possiamo notare che i Paul che vediamo nelle due foto sono piuttosto diversi. Un ingrandimento ci sarà d'aiuto.


Che dite? A me sembrano due persone differenti. Il ragazzo nella prima immagine, secondo me Paul, ha la testa tonda e la fossetta sul mento. Il ragazzo nella seconda, direi Bill, ha visibilmente la testa, il viso e il mento più lunghi. Teniamo sempre in considerazione che queste fotografie a rigore sono state scattate nell'arco di pochi minuti.

Ora, proviamo a superare qualche naturale obiezione in proposito. Mettiamo che sia solo un effetto della luce o della posa o dell'angolazione dell'obiettivo fotografico, che altera il viso di Paul McCartney, facendolo sembrare addirittura due persone diverse. Dovrebbe essere soltanto un caso fortuito, giusto? E se invece provassimo a confrontare separatamente i due possibili Paul?


La prima immagine è l'ingrandimento della foto sulle scale che abbiamo analizzato nell'ultimo post e la seconda è quella appena vista. Io direi che si tratta della stessa persona.


Anche qui direi che è ritratta la stessa persona, a mio avviso Bill. 

La mia perplessità, ponendo che in quella festa ci fossero sia Paul che Bill, è che quella sera non c'erano solo i Beatles e Brian Epstein. C'erano i giornalisti e questo poteva essere un rischio. D'altra parte bisogna dire che la stampa inglese in quel periodo non osteggiava di certo i Beatles, ancora visti da tutti come la gallina dalle uova d'oro. E poi i soldi fanno grandi cose, qualora ce ne fosse stato bisogno. 

Però c'era anche qualcun'altro di molto importante: c'era Linda Eastman a quella festa, in veste di fotografa. Ma mi sa che questa la raccontiamo un'altra volta.



lunedì 19 agosto 2013

Un McCartney di troppo

Bentornati!!!
Passate delle buone vacanze?
Avete voglia di sentire un'altro pezzo della nostra storia? Proviamo.

Ricordate i post sui confronti fotografici tra Paul McCartney e Bill Campbell? Io ridarei un'occhiata: nel primo post ho messo inseme qualche foto di Paul prima del '66 e qualche altra di Bill dopo il '66, tanto per mostrare che in effetti c'era stata una sostituzione e, di McCartney, ce n'erano stati (almeno) due. Nel secondo post, invece, abbiamo visto le immagini di Paul dopo il '67, e questo ci porta a credere che anche dopo l'incidente fatale, in realtà, stesse abbastanza bene in salute.

In questi post ho più volte ribadito come vi siano abbondanti teorie sull'opinabilità dei confronti fotografici. Riflessione che mi sento di richiamare qui, prima di mostrare qualche altra immagine. La mia posizione in proposito è che spesso le immagini non sono così opinabili, anche se a volte partiamo da un'idea preconcetta di ciò che vedremo e ci troviamo, così, condizionati dalle nostre stesse opinioni. Per amor di verità, devo dire che quando ho visto queste immagini la prima volta, pensavo ancora che Paul fosse morto e sostituito, perciò diciamo che avevo un'idea preconcetta al contrario.

Ma veniamo al dunque. Agli inizi di giugno del 1967, viene organizzato un party a casa di Brian Epstein per la presentazione del disco Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Durante la festa viene realizzata un'intera sessione fotografica in cui i quattro compaiono seduti sui gradini davanti alla casa, mentre aprono la porta, all'interno della casa mentre si scambiano convenevoli e così via. Eppure in queste foto c'è qualcosa di strano.



Qui i Beatles sono ritratti mentre sono seduti davanti alla porta di casa di Brian Epstein, a Londra. Notate qualcosa di strano? A me sembra che McCartney non sia sempre lo stesso, benché le foto, a rigore, dovrebbero essere state scattate a pochi secondi di distanza. I due sono vestiti e pettinati allo stesso modo, si assomigliano, ma ci sono differenze evidenti.

Ora ingrandiamo i volti per verificare meglio.


Io vedo due ragazzi diversi: quello a sinistra, direi Paul, ha la faccia e la testa più tonda, il naso e il mento più corti, ha una fossetta sul mento e le sopracciglia angolate. Il ragazzo a destra, direi Bill, ha il viso e il mento pi lunghi, il mento sporge un po' sulla destra, non ha la fossetta, ha le sopracciglia arrotondate e il naso più lungo. 

Una domanda a questo punto potrebbe essere: perché i Beatles avrebbero dovuto fare una cosa simile e farsi scoprire? A mio parere, se Paul non è morto, la sostituzione non è una cosa così grave da far sapere. Apollo C. Vermouth diceva che i Beatles volevano che la gente sapesse cosa stava succedendo nel gruppo e questo era un modo per mostrare qualcosa di palese, anche se poi nessuno si è accorto di nulla.

Voi cosa ne pensate?


P.S. L'intera sessione fotografica è presente all'indirizzo www.nemsworld.com. Sebbene al momento la pagina non risulti disponibile, le immagini che mostro in questi post provengono tutte dal sito citato.


domenica 21 luglio 2013

Tu dici addio, io dico ciao...

Nella discografia dei Beatles, troviamo diversi tipi di canzoni e di indizi: ci sono delle simpatiche canzoncine che non farebbero pensare a nulla di oscuro o di nascosto, ma ci sono anche dei testi che sono talmente palesi da non far sorgere alcun dubbio sul significato implicito. Ci sono poi altre canzoni ancora, il cui significato è talmente contorto e volutamente misterioso che inducono a credere che nei testi di queste si nasconda un significato ancora più profondo.

Nel primo tipo rientra ad esempio All Together Now; nel terzo tipo, I'm the Walrus. La canzone di cui parlo qui fa parte invece del secondo tipo. Siccome però in questo tipo di canzoni, il messaggio non è occultato, si corre il rischio di dare per scontato il significato. Come diceva il buon Sherlock Holmes, nulla è più ingannevole dell'ovvio; ecco, io controllerei proprio l'ovvio.

Dalle ricostruzioni fatte sui libri e sul Web, la sostituzione di Paul McCartney sarebbe avvenuta tra settembre e ottobre del 1966, ma la prima apparizione del sostituto di McCartney, la vediamo chiaramente nell'intervista, riportata nell'Anthology, tenutasi a dicembre del 1966.

La foto accanto mostra come appariva McCartney nell'intervista in questione.
Ma non basta. I modi di Paul sono cambiati: è insicuro, pare non badare tanto a ciò che dice quanto a come lo dice. E' strano, molto strano.

Ovviamente, se questa è la prima apparizione di Bill, il tutto è giustificato dall'imbarazzo e dall'insicurezza ad esporsi davanti ai giornalisti. In una situazione simile, chiunque avrebbe paura di venire scoperto e platealmente sbugiardato.

Cosa che in realtà non è successa: i più non si sono accorti di nulla e chi ha avuto anche solo qualche sospetto, non ha certo osato avanzare alcun commento in proposito.

Quindi, lo scambio. C'è una canzone che è sempre stata additata come la canzone dello scambio: Hello Goodbye. Questa canzone è stata pubblicata a novembre del 1967 come singolo, insieme a I'm the Walrus.


Hello, Goodbye [Ciao, Addio. 1967].
"Tu dici si, io dico no. Tu dici stop e io dico andiamo. Tu dici addio, io dico ciao. Non so perché tu dici addio, io dico ciao. Io dico alto, tu dici basso. tu dici perché e io dico non lo so... Tu dici si, io dico no (io dico si ma potrei voler dire no). Tu dici stop, io dico andiamo (posso rimanere finché non è tempo di andare). Tu dici addio, io dico ciao".

C'è uno dei due che va via e dice addio, e ce n'è un altro che entra e dice ciao. In effetti è tutto talmente palese che non ha bisogno di grandi approfondimenti. Anche il riferimento all'alto e basso, può essere visto nella stessa chiave, dato che il sostituto sarebbe ben più alto del vero Paul.

Eppure a me mi incuriosiscono quelle altre due frasi: Dico si, ma potrei voler dire no e Posso rimanere finché non è tempo di andare. La prima potrebbe significare che nemmeno Bill è troppo convinto che sostituire Paul sia un ottimo affare, tema che avrà tempo e modo di approfondire negli anni successivi.

La seconda frase, invece, è il nostro pezzo di puzzle di oggi. Apollo ha detto che Paul va via per una "vacanza", che poi decide di protrarre. Gli altri mettono su un circo per fare in modo che possa riavere il suo posto a tempo debito. Beh, secondo me, questa frase si lega a quella situazione: all'inizio Bill non sapeva quanto si sarebbe trattenuto perché nessuno sapeva quanto Paul sarebbe stato via. Dice che resta finché non è tempo di andare, al momento in cui sarà necessario restituire il posto a Paul. Incertezza confermata dal fatto che dice che non sa nemmeno perché l'altro dice addio. Ricordate che abbiamo parlato di un altra canzone di poco precedente che parla di "nulla per cui stare in attesa"? Forse è tutto parte della medesima insicurezza.

Vi aspetto per un'altra calda e afosa puntata...


venerdì 12 luglio 2013

Gli errori di Willie Campbell: semplice distrazione?

In questa storia, affascinante e complicata, per chi vuole mettere insieme i pezzi di puzzle è utile chiedersi CHI vuole COSA.

Mi spiego: quasi tutti i personaggi della nostra storia hanno, in qualche modo, raccontato il loro punto di vista: i Beatles hanno lasciato gli indizi per far capire ciò che era successo, anche se nessuno li ha capiti; Paul ne ha lasciato altri, senza entrare troppo nel merito dei fatti; Ringo ha fatto commenti abbastanza criptici e alcuni testi e copertine sono piuttosto dubbie; George Martin ha avuto un modo anche più pittoresco per svelare la sua verità, che vedremo meglio più avanti; Neil Aspinall, Apollo, ha raccontato una parte della storia con i suoi post sui forum, e così via.

E Bill? Apollo C. Vermouth, a questo proposito e come ho più volte affermato, ha affermato che Bill, non solo era una persona "reale", ma che era in grado di sostituire completamente un cantante e che aveva avuto la possibilità di dimostrare ciò che aveva imparato e cosa succedeva dietro le tende.

Quindi anche lui racconta il suo punto di vista e a giudicare da ciò che racconta, sembra sia l'unico al momento che vorrebbe che la storia venisse conosciuta. Certo non può dichiarare chiaramente di non essere Paul McCartney, però ci prova e, ogni volta che ha potuto, ha lasciato una traccia di sé. Ne abbiamo visto un esempio qui. Ma tutto è diventato una farsa e nessuno prende sul serio le sue gaffes, le frasi bizzarre o i vuoti di memoria su fatti che obiettivamente non può conoscere. Questo ha partecipato a creare, intorno a McCartney, un alone di scarsa attendibilità: se a volte sembra avveduto, preciso e puntuale, altre volte non ricorda nemmeno come si chiamava la band di suo padre. E questo è strano, visto che si chiamava come suo padre: la Jim Mac's Jazz Band.

Vediamo qualche gaffe?

1. Nel blog Plastic Macca è citata un'intervista al Sunday Times del 2008. Il giornalista dice che chi lo conosce distingue tra il Paul reale e Beatle Paul. Bill risponde: "Ci sono io e c'è il lui (him) famoso. Non voglio sembrare schizofrenico ma probabilmente io sono due persone".

2. Sempre dallo stesso blog, in un'intervista del 1996, Bill afferma. "Ho sempre avuto questa cosa di lui e me, lui va sul palco, lui è famoso, e poi ci sono io. Sono solo un altro figlio di Liverpool. Così qualche volta mi fermo e penso: io sono Paul McCartney, è totalmente folle".

3. In un'intervista telefonica al giornalista Andrew Dickens, scherza sulla PID: quando questi gli domanda se è vera la storia del sostituto, Bill risponde che, in effetti, è lui il sostituto, che ha controllato le sue impronte dentali e che non combaciano.

4. Al David Letterman Show, quando il giornalista gli chiede delle voci che girano sulla faccenda del sostituto, Bill afferma, indicando sé stesso "This is him", in pratica "Sono io", ma tutti ridono e nessuno lo prende sul serio.

Queste sono solo alcune gaffes e sono già tante per essere considerate una coincidenza. Più facile che sia un modo di Bill di attirare l'attenzione su qualche stranezza, affinché la gente cominci a mettersi le domande giuste. 

Ce le stiamo mettendo?

domenica 16 giugno 2013

Qualcosa su Bill?

Uno dei lati più interessanti di questa storia è sicuramente quello che riguarda l'identità del sostituto di Paul McCartney. 

Mr. Apollo diceva che di sostituti ce ne sono stati diversi, almeno cinque, durante la carriera dei Beatles ma che la genesi dell'intera faccenda è rimasta sulle spalle di un solo "Bill", l'unico sopravvissuto allo scioglimento, quindi la nostra curiosità si concentrerà proprio su di lui, visto che il suo coinvolgimento nella storia è durato ben più di qualche sporadica apparizione.

Parto dal mio punto di vista. Le mie domande erano semplici: Chi è? Come si chiama? Quando è nato? Da dove viene? Cosa faceva prima? Lo conoscevano da tanto o è stato un colpo di fortuna trovarlo al momento del bisogno? Era sposato e aveva figli? Nessuno lo ha cercato? Non ha mai avuto un ripensamento dopo aver accettato di abbandonare la sua vita per prendere i panni di Paul McCartney?

Le domande sono tantissime e di riposte certe, come per tutto ciò che riguarda questa storia, sarà difficile averne in tempi brevi. O forse ne avremo qualcuna alla morte dei protagonisti, ma io non ho fretta e auguro lunga vita a tutti quanti. Meglio continuare a speculare sperando che qualcuno, prima o poi decida che si può spiegare qualcosa in più e far venir meno qualche contraddizione. Tanto per levarci la soddisfazione. Nel frattempo possiamo continuare a ragionare, speculare, sospettare e fare qualche volo pindarico. Chissà che tra un tentativo e un altro non si giunga abbastanza vicini alla verità. Progetto ambizioso, la verità.

Tornando a William Campbell, Bill, abbiamo parlato del suo nome quiquiqui e qui. Si, ok, forse mi sono dilungata un po' sull'argomento, ma tanto... chi ha fretta? Abbiamo comunque visto come ci sono forti probabilità che il suo nome sia William.

Oggi invece parleremo della sua data di nascita. Impossibile? Proviamo.

Durante un'intervista dei tempi dei Beatles, Bill afferma di considerare George Harrison come un suo fratello minore, perché lui è più grande di George di un anno e mezzo. Harrison allora lo corregge, dicendo che ha solo otto mesi in più, non un anno e mezzo. Infatti, George è nato a Febbraio del 1943 e Paul a Giugno del 1942.

E se non fosse un errore, quello di Bill? Se lui fosse di un anno e mezzo più grande di George, dovrebbe essere nato a Luglio o Agosto del 1941. 

Tra le indicazioni di Mr. Apollo, una particolarmente fruttuosa è quella che suggerisce di controllare la presenza di indizi nelle canzoni di chi ha collaborato con i Beatles in qualche progetto "fuori dall'ovvio". Tra questi, cita i Bonzo Dog Doo Dah Band, i Badfinger, Klaatu, The Rutles e altri artisti della Apple. Aggiunge che la lista è lunga...

Nel 1974, Bill scrive una canzone che sarà incisa da John Cristie, intitolata 4th Of July, 4 Luglio, se ce ne fosse bisogno. Nella canzone, Bill dice che gli amici gli ricordano che è la sua festa. Da qui, la deduzione che la sua data di nascita potrebbe essere il 4 Luglio 1941.

Ora, prendiamo questa data e facciamo un altro rapido calcolo. Ricordate la copertina di Abbey Road? Va bene, domanda stupida. Ecco, una parte della targa della Volkswagen è 28 IF e per la PID starebbe a indicare che Paul avrebbe 28 anni, alla data di uscita del disco, se fosse ancora vivo. Salvo poi che, in effetti, Paul ne avrebbe 27, visto che il disco risale al settembre del 1969. A questo punto, è stata avanzata l'ipotesi che in alcune culture orientali si calcoli l'età dal concepimento e così tornano i conti. A me però sembra un po' troppo macchinoso, generico e opportunista.

Invece, se Bill fosse nato il 4 Luglio 1941, a Settembre del 1969 avrebbe proprio 28 anni, perciò il riferimento sulla targa, il 28 IF, potrebbe essere riferito a lui. Specie se supponiamo che sia  stata inscenata la sua morte per fargli assumere l'identità di Paul. E anche se consideriamo che la Volkswagen nella copertina di Abbey Road identifica proprio Bill, ma questa la rinviamo ad un'altra puntata.

State in zona...

mercoledì 17 aprile 2013

I was Willie Campbell

Ci eravamo lasciati con un'occhiata a delle fotografie particolari, qui e qui. Il nome del sostituto è certamente un mistero, ma tutti i riferimenti a William, Bill o Billy, ci fanno davvero sospettare che questo sia veramente il suo nome.

Ora, prima di aggiungere un altro dettaglio alla questione, farei una precisazione. Le registrazioni con i nastri al contrario. Per un periodo la mia ricerca si è concentrata sull'ascolto delle incisioni al contrario, su YouTube ce ne sono tante, tutte abbastanza inquietanti. Per fare un lavoro professionale e farmi una mia opinione, ho anche scaricato un programma per leggerle in autonomia, diciamo così, ma davvero la cosa è stata sofferenza pura. Non so se io ho l'orecchio particolarmente delicato, ma non sono riuscita ad ascoltare quella roba per più di qualche minuto. E comunque con scarsi risultati. Tentativo fallito.

Ho notato però, che tra questi, tanti video riproducono lunghissime parti che sarebbero registrate al contrario, dei veri e propri trattati. E già questo fa sorgere qualche dubbio: da profana penso sia più probabile che si possa registrare alla rovescia solo qualche frammento, un paio di parole, una piccola frase, se poi ascoltando il disco "al dritto" ciò che si deve sentire è una canzone armonica e soprattutto con un senso.

Ma il problema è un altro: ascoltando queste incisioni si verifica uno strano fenomeno: se uno è convinto che sentirà una certa frase, sentirà esattamente quella frase, salvo poi sentirne una ancora più agghiacciante, preso dalla suggestione. No, decisamente troppo opinabile.

Però. Però questo non significa che i Beatles non abbiano fatto ricorso a questo strumento per comunicare qualcosa ai proprio fans. E nemmeno si pone una questione di tecnologie: lo potevano fare e lo hanno fatto, sebbene poi abbiano negato tutto in blocco.

Detto questo, in Seguendo Mr. Apollo non ho dato seguito a questa "forma di comunicazione" proprio per i motivi che ho detto. Tranne in un caso.


In questo video si possono sentire vari esempi di registrazioni alla rovescia. Giudicate voi: di quelle centrali ne scarterei parecchie, terrei invece la famosa "Turn me on dead man".

Ma a me colpisce parecchio l'incisione che si può ascoltare mandando alla rovescia Gratitude. Si tratta di una canzone di Paul McCartney, io direi Bill, contenuta nell'album Memory Almost Full, del 2007. Non è una canzone troppo melodica, ascoltata al dritto, è invece piuttosto inquietante ascoltata al rovescio.

Bill pronuncia due frasi: "Who is this now?" (Chi è questo adesso?) e "I was Willie Campbell" (Io ero Willie Campbell). E adesso? Ragioniamo.
Bill dice che era Willie Campbell, non che è Willie Campbell. Forse lo era prima di diventare Paul McCartney; visto l'argomento, è la prima risposta che viene in mente. Però, se la domanda è Chi è questo adesso? e la risposta che dà è al passato, significa che non è più Willie Campbell, che il suo nome ora è un altro. Quindi, quello era il suo nome prima di questa storia, oppure lo è stato nel periodo della PID, confermando così che non è stato solo un gigantesco scherzo.

Ma Paul è vivo e il suo nome, a buon diritto, se lo vuole tenere lui, perciò Bill lo userà solo in pubblico. Questo ci riporta all'origine: in privato ne userà un altro. Che si tratti di Willie Campbell oppure no, lui richiama lì la nostra attenzione. Sono sicura che tante ricerche sono state svolte su questo nome, che, peraltro, è uno dei più comuni nel Regno Unito. Ma di base c'è che quel nome viene fatto in una registrazione recente e in un disco dove ci sono altri indizi. Un motivo ci deve essere...

Ci sentiamo per la prossima puntata.

lunedì 15 aprile 2013

Willie Campbell e il gioco di specchi

Avevo scritto il post di oggi, ancora sul nome del sostituto di Paul McCartney, ma devo ammettere che all'ultimo momento mi è tornata in mente una immagine che avevo da un po' e che, mi sono resa conto, c'entrava parecchio con questo argomento. Perciò, cambio di programma.

Qui abbiamo visto l'indizio più eclatante sulla copertina di Sgt. Pepper: la scritta specchiata sulla grancassa. Abbiamo spiegato, qualora ce ne fosse bisogno, che il metodo per leggere l'indizio era quella di posizionare uno specchietto orizzontalmente a metà della grancassa.

In questo post, abbiamo visto come lo stesso trucco sia stato usato, sempre sulla copertina di Sgt. Pepper,  per mostrare la prima apparizione del tricheco. In questo caso lo specchietto andava posizionato verticalmente tra Diana Dors e la palma. Et voilà.

Vediamo ora un'altra immagine.


L'immagine che vediamo sopra invece è quella della copertina del DVD Live The Space Within Us, pubblicato da Paul McCartney nel 2006. Bella, molto suggestiva la posizione di Paul, per me Bill ovviamente, in mezzo al nome. Su un forum, però, avanzavano una ipotesi: forse non è un'immagine casuale. Se posizioniamo ancora una volta uno specchietto orizzontalmente sul nome PAUL otteniamo questo:


Sorpresi? Io molto. Il fatto che ancora una volta salti fuori il nome Bill non mi sembra possa essere una coincidenza, specie se consideriamo proprio il fatto che lo stesso trucco è stato già usato più volte. 

Vi aspetto in zona per il prossimo pezzo di puzzle...
 

venerdì 12 aprile 2013

W come William

Nell'ultimo post ho cominciato un argomento nuovo di zecca: il sostituto. Ovviamente una delle domande che si pone chi si avvicina alla leggenda Paul Is Dead, è chi abbia rimpiazzato Paul McCartney. Noi siamo partiti dal nome: ne sono stati avanzati diversi nel corso degli anni, ma nessuna ricerca, pur approfondita e concreta, ha dato alcun esito. Suppongo, visto che ancora ce lo chiediamo.

Finora abbiamo escluso che si chiamasse Billy Shepherd e Billy Shears, perché così è stato spiegato da Apollo C. Vermouth. D'altra parte, come sottolineavo qui, a mio parere appare probabile che il suo nome possa essere davvero William, e quindi, Billy o Bill o addirittura Williams, come cognome. Infatti, come notavo, ci sono molti riferimenti nella discografia dei Beatles prima, e di McCartney dopo, a questo nome. Nessun'altro nome viene citato con la stessa frequenza.

Scorrendo le fotografie di Paul McCartney nei vari decenni, poi, ho trovato varie immagini in cui il cantante fa un curioso gesto con le mani. Questo.


E' chiaro che questo segno con le mani somiglia a una W. E se si riferisse proprio all'iniziale del suo nome, William? Per un certo periodo, questo gesto poteva essere ricondotto al nome del suo complesso, i Wings, o alle ali in generale (wings, appunto). Eppure, non sfugge che la prima immagine è stata scattata prima della creazione dei Wings e che l'ultima è stata scattata palesemente dopo il loro scioglimento.

Un'altra immagine ha suscitato la mia curiosità.

In questa foto, Paul McCartney ( io direi Bill), posa contro un muro tra due cartelloni che pubblicizzano un incontro di boxe. Uno dei due contendenti si chiama Billy White Cloud. Lui è sistemato in modo che sia alla sua destra, sia alla sua sinistra, si legga il nome Billy. Un'altra coincidenza? Mah!!







Sono sicura che l'argomento può riservare ancora qualche sorpresa. State in zona per la prossima puntata...

mercoledì 10 aprile 2013

Mr. Apollo e Willie Campbell

Mi sembra giunta l'ora di dire qualcosa in più sul sostituto di Paul McCartney.

Prima, io direi di sgombrare il campo da qualche equivoco:

1.  Apollo dice che diversi ragazzi si sono prestati a sostituire Paul prima dello scioglimento dei Beatles nel 1970, sia da un punto di vista visivo che sonoro, diciamo così. Afferma anche che dopo lo scioglimento, invece, i "Paul" che si vedevano erano due e quelli che si sentivano erano tre. Quindi, visto che Apollo, nei suoi post, insiste sul fatto che Paul non è morto, ma che anzi a un certo punto rivuole il suo posto nel gruppo, possiamo dedurre che dopo lo scioglimento dei Beatles, tutti abbiamo visto Paul McCartney e un suo sostituto, quello su cui, a dirla con Apollo, è ricaduta la genesi della storia, quello che noi finora abbiamo chiamato Bill.

2.  Come abbiamo già visto qui, Apollo sostiene che il nome Billy Shepherd, nome che è stato attribuito più volte al sostituto, fosse in realtà un nome di sua invenzione. Era un nome fittizio, che identificava "il sostituto". Proprio per il fatto che più di una persona aveva sostituito Paul, loro avevano stabilito un nome per identificare chi, di volta in volta, ne vestiva i panni. Onestamente, io credo che tutte queste sostituzioni siano state fugaci apparizioni, mentre l'unica duratura, anche eccessiva, forse, è quella di Bill.

3.  In questo post, abbiamo invece introdotto Billy Shears e abbiamo visto come Apollo ne spieghi la provenienza: Shears era il personaggio interpretato da William Holden nel film "Il ponte sul fiume Kwai", che sarebbe il film a cui fa riferimento John Lennon in A Day In The Life. In due parole, nel film, Shears è un soldato che finge di essere un ufficiale per ottenere un trattamento privilegiato in un campo di prigionia giapponese, durante la seconda guerra mondiale.

4.  Trovo particolarmente probabile che il nome del sostituto "principale" possa essere William, Bill o Billy o che, al massimo, che il suo cognome sia Williams. I riferimenti a questo nome si sprecano: oltre a Billy Shepherd e Billy Shears, abbiamo Bungalow Bill nel White Album, Silly Willy in Rock Show,Bill e Kate in Return to Pepperland, Billy Budapest in Monkberry Moon Delight. E ci sarebbe anche I Will, perché se mettiamo una virgola in mezzo abbiamo "Io, Will". La canzone è stata scritta da Bill in India nel 1968 ed è dedicata a Linda, conosciuta un anno prima. Tra le altre cose, nella canzone dice che quando si sono conosciuti, lui non aveva capito il suo nome, ma aggiunge che non gli importa e che proverà sempre lo stesso sentimento per lei. Lui, Will. Non Paul, Will.

5.  Infine, Apollo dice che Bill è una persona realmente esistente, perfettamente in grado di colmare il vuoto lasciato da un cantante che è andato via, e aggiunge che è stato capace, in tanti anni, di dimostrare non solo quanto aveva imparato, ma anche di mostrare cosa succedeva dietro le tende. DI MOSTRARE COSA SUCCEDEVA DIETRO LE TENDE???!!! Wow... significa allora che il caro Bill ci ha raccontato qualcosa che, invece, in tutto questo tempo è sfuggito? Che ci ha mostrato i fili del teatrino senza che nessuno se ne accorgesse? Interessante, molto interessante.